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Il mio paese delle meraviglieSe vuoi qualcosa, vai e inseguila. PUNTO. |
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December 29 questione di prospettiva"Sapevo che era una questione di prospettiva. Ogniqualvolta che la visione del mondo si rimpicciolisce, i nostri problemi o i nostri mali ci paiono importantissimi, la nostra morte orribile, impensabile. Se la visione si allarga e si riesce a veder il mondo nella sua interezza e magnificenza, il nostro stato, pur penoso che sia, diventa parte di quella vastità, di quell'eterno, naturale arrovellarsi dell'uomo.
(...) Per questo l'arte, quella vera, quella che viene dall'anima, è così importante nella nostra vita. L'arte ci consola, ci solleva, ci orienta. L'arte ci cura. Noi non siamo solo quel che mangiamo e l'aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci siamo addormentati da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato."
Un altro giro di giostra. Tiziano Terzani
In un periodo del genere questo libro, che tra l'altro mi è arrivato da una situazione non proprio felice, mi sta aiutando a capire che per stare bene è solo questione di prospettiva. Forse in realtà dovrei semplicemente iniziare ad avere più considerazione di me stessa. October 06 Oceano mare"- Edel, c'è un modo di fare degli uomini che non facciano del male?
Se la deve essere chiesta anche Dio, questa, al momento buono. -Cosa ci fai tutto il tempo seduto qua sopra?
- Guardo
- Non c'è molto da guardare
- Scherzate?
- Bè, c'è il mare, d'accordo, ma il mare è poi sempre quello, sempre, uguale, mare fino all'orizzonte, se va bene ci passa una nave, non è che siapoi la fine del mondo.
Il bambino si girò verso il mare, si rigirò verso Bartleboom, si girò ancora verso il mare, si rigirò ancora verso Bartleboom.
- Quanto vi fermerete qui? - gli chiese.
- Non so, qualche giorno.
Il bambino scese dal davanzale, andò verso la porta, si fermò sulla soglia, rimase per un pò a studiare Bartleboom.
- Voi siete simpatico. Magari quando ve ne andrete sarete un pò eno imbecille.
Cresceva, in Bartleboom, la curiosità di sapere chi li aveva educati, quei bambini. Un fenomeno, evidentemente.
Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la SUA donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da ani, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buse: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle
- Ti aspettavo.
Lei aprirà la scatole e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere ad una ad una e risaleendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni - i giorni, gli istanti - che quell'uomo, prima ancora di conoscerla già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attorno a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo
- Tu sei matto.
E per sempre lo amerà.
- Signore, volevo dire che lo so che sto maleenon riesco nemmeno ad uscire da qui, ogni tanto, e anche solo correre è per me una cosa troppo...
-Volevo dire che io LA VOGLIO LA VITA, FAREI QUALSIASI COSA PER POTER AVERLA, TUTTA QUELLA CHE C'è, TANTA DA IMPAZZIRNE, posso anche impazzire ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio, davvero, DOVESSE ANCHE FARE UN MALE DA MORIRE è VIVERE HE VOGLIO. Ce la farò vero?
-Vero che ce la farò?
-Sapete, è genialequesta cosa che i giorni finiscono. E' un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c'è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti. Li ho studiati per settimane. Non è facile capire un tramonto. Ha i suoi tempi, le sue misure, i suoi colori. E poichè non c'è un tramonto, dico uno, che sia identico a un altro, allora lo scienziato deve saper discerner i particolari e isolare l'essenza fino a poter dire, questo è un tramonto, IL tramonto.
- Vedete lì, dove l'acqua arriva...sale sulla spiaggia poi si ferma...ecco, proprio quel punto, dove si ferma...dura proprio solo un attimo, guardate, ecco ad sempio lì...vedete che dura solo un attimo, poi sparisce, ma se uno riuscisse a fermare quell'attimo...quando 'acqua si ferma, proprio quel punto, quella curva...è quello che io studio. Dove l'acqua si ferma.
- E cosa c'è da studiae?
- Bè è un punto impiortante...a volte non ci si fa caso, ma se ci pensate bene lì succede qualcosa di straordinario, di...straordinario.
- Veramente?
Bartleboom si sporse leggermente verso la donna. Si sarebbe detto che avesse un segreto da dire quando disse
- Lì finisce il mare.
Il mare immeso, l'oceano mare, che infinito corre oltre ogni sguardo, l'immane mare onnipotente - c'è un luogo dove finisce, e un istante - l'immenso mare, un luogo piccolissimo e un istante da nulla."
A. BARICCO, Oceano mare
L'ho iniziato ieri sera...e già me ne sono innamorata September 25 verso la fine...riflessioniOggi sono usciti gli orari delle lezioni...quinto e ultimo anno..non sembra vero: ricordo ancora il giorno in cui, un pò spaurita e mooolto spaventata, ho messo piede per la prima volta in una delle aule di quella che sarebbe diventata quasi la mia seconda casa
"Architettura non vuol dire soltanto costruire: gli ingegneri costruiscono benissimo ma operano solo nello spazio, e interessatamente: però la vera costruzione, in tutti i campi, è quella architettata: opera nel tempo, con un principio e un fine astratti, disinteressati e con una perpetuità di espressione: gli architetti costruiscono nel tempo,nella cultura; è allora OPERA D'ARTE COSTRUITA PER SEMPRE: diverso il destino della tecnica: scompare perchè è progressiva e si consuma nell'uso: l'ARCHITETTURA RESTA PERCHè è ARTE, E VA OLTRE L'USO."
Sarebbe bello che tutti capissero quanto è importante capire studiare e fare architettura...d'altronde se non ci fossero gli architetti tutte le bellezze del mondo, a parte quelle naturali ovviamente, non esisterebbero...roma l'hanno fatta gli architetti...firenze, parigi, barcellona...sempre loro...e io sono felice di aver fatto questa scelta...sebbene mi sia costata fatiche e notti insonni...e ansie davanti al pc a cercare di finire qualche 3d o cose del genere...chi non c'è dentro non può capire quanta pazienza e costanza e determinazione ci vogliano a proseguire un percorso di studi come questo..ma lo rifarei dall'inizio....
e adesso ci accingiamo ad entrare nell'ultimo anno di lezioni...so già che mi aspetteranno momenti duri..ma è un pò triste pensare di essere vicini alla fine di un'altro ciclo...diverso da quello scolastico ovviamente, ma altrettanto bello e più stimolante...vedremo cosa succederà poi..questi anni mi hanno dato tanto,. ho conosciuto e sto conoscendo ancora persone stupende, con cui ho condiviso e condivido quotidianamente tutto ciò...finchè non inizierà una nuova sfida e ricominceremo tutto 'accapo :P
intanto pensiamo al presente e a domani mattina con la sveglia che suonerà alle 6 per andare a prendere l'aliscafo..in questi giorni LId'A...bellissima esperienza...anche se appena appena un pò stancante..ma adesso posso dire di aver sperimentato anche la domenica all'università..questa mi mancava
TUTTI DEBBONO PENSARE ARCHITETTURA, sentirne il dovere, cooperare ad essa, partecipare all'Architettura
L'ARCHITETTURA PURA è UN CRISTALLO; quando è pura, è pura come un cristallo, magica, chiusa, esclusiva, utonoma, incontaminata, incorrotta, assoluta, definitiva, come un cristallo.
Giò Ponti, Amate l'architettura September 16 Discussione su YouTube - Pablo Neruda - Me gustas cuando callas
Citazione
September 03 Uno, nessuno, centomila"Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch'io possa conoscervi, se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? E' forse questa forma la cosa stessa? Sì, tanto per me, quanto per voi; ma non così per me come per voi: tant'è vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, nè voi in quella che vi dò io, e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo.
Eppure, non c'è altra realtà al di fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è realtà per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi dò; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? ma costuendomi appunto."
Pirandello L., da Uno, nessuno, centomila
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